È per questo che nei paesi anglosassoni il medico è
spesso definito gate-keeper (guardiano della soglia), definizione
usata correttamente per riferirsi all’azione di persuasione
o dissuasione che porta il paziente a “passare la soglia”
in un senso o nell’altro. Solo che la mole dei prodotti
esistenti e la loro spesso difficile differenziazione richiedono
al medico un enorme lavoro di studio e selezione e gli rendono,
spesso, quasi impossibile la percezione della qualità
di un prodotto rispetto ad altri.
È in questo quadro che le Aziende non farmaceutiche
che propongono prodotti con un preciso valore-salute, frutto
di ricerche clinicamente provate, spesso trovano nel medico
un dissuasore, non tanto perché egli non condivida
le proprietà dei prodotti, ma perché da un lato
non è a conoscenza perfettamente di esse, dall’altro
perché di fronte a prodotti analoghi presentati da
Aziende farmaceutiche il medico è naturalmente portato
a preferire questi ultimi per abitudine a riporre fiducia
in esse.
L’Azienda alimentare o erboristica può essersi
sottoposta ad anni di ricerche, avere laboratori modernissimi,
usare materie prime purissime, ma se non riesce a farli percepire
al medico, resterà una azienda alimentare, pur se ottima
e famosa.