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| strutture sanitarie | prodotti salute/benessere
| aziende farmaceutiche-biomedicali |
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Dalle
riforme che si sono succedute negli ultimi anni sono
nate le aziende che dispensano servizi sanitari. L’atteggiamento
imprenditoriale, il tipo di organizzazione di queste
aziende ha oggi l’obiettivo di raggiungere il miglior rapporto
qualità-prezzo del servizio erogato e di farlo
giungere a tutti i cittadini del paese. Le strutture
a capitale pubblico, misto, e privato hanno tutte la
stessa
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Sappiamo tutti che le organizzazioni esistenti non hanno
ancora del tutto assunto questo atteggiamento. Non sarebbe
stato possibile in pochi anni trasformare delle organizzazioni
complesse come quelle sanitarie, fatte di uomini, e abituate
a funzionare con l’applicazione di metodi e ruoli
piramidali, in team problem-solving organizzati
per obiettivi. |
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Questa cultura cosiddetta “aziendale”,
che è stata ed è contrapposta a quella “statale”,
è poco diffusa anche nelle aziende italiane. Quando oggi
si parla di gap tecnologico tra noi e altri paesi occidentali,
ci si riferisce soprattutto ai sistemi informatici, organizzativi e di comunicazione con il cittadino.
Le centinaia di migliaia di bravi e bravissimi operatori della
sanità, sapranno certamente organizzarsi in modo “aziendale”
problem-solving perlomeno allo stesso ritmo del sistema
paese in cui operano?
La cultura della consegna del valore che vede al centro dell’attenzione
dell’azienda i desideri del paziente, o meglio lo stile
di vita che egli desidera adottare attraverso la fruizione di
servizi e prodotti sanitari necessita di ulteriore professionalitą. Il
nostro modello di riferimento Patient-Driven
(farsi guidare dal paziente) si basa su un processo di consegna
del Valore che da vita ad un modello altrettanto semplice, ma
di complessa attuazione che basa i supporti
e servizi per la struttura sanitaria
su quattro punti fondamentali:
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Ascolto del valore desiderato
• Produzione del valore
• Consegna del valore
• Percezione acquisita del valore
Consegnare valori significa proporre il cambiamento, che si
concreta in concetti, che a loro volta si esprimono in modelli
di comportamento e più tardi negli stili di vita desiderati.
Se si vuole ottenere un cambiamento di atteggiamento, non si
può prescindere dall’ascolto e dall’individuare
concetti desiderabili per poi comunicarli con codici comprensibili.
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Gli stili di vita necessari per diminuire il rischio di malattia
devono essere congruenti agli stili di vita desiderati dalle
persone, e i modelli di comunicazione che le aziende adottano
devono essere conosciuti da tutti i protagonisti: da colui
che compila la pratica di accettazione, a chi redige quella
di dismissione, fino al medico di famiglia interessato.
Seguire i trend degli stili aiuta a capire dove si posizioneranno
le richieste della persona / paziente. Questo non aiuterà
a pianificare quante strutture per la rianimazione siano necessarie
sul territorio, ma sicuramente guiderà tutte le attività
di comunicazione che tendono a modificare gli stili di vita
per prevenire patologie molto diffuse e con costi enormi per
la società.
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Proporre stili di vita dal punto di vista della scienza con
suggerimenti “tecnici” non ha dato mai grandi risultati.
Forse è il momento di cominciare a comunicarli non dal
punto di vista clinico, ma da quello del paziente.
Una domanda a cui sarebbe interessante dare una risposta potrebbe
essere: “Perché il Sig. Rossi vuole guarire?”.
Pensare che la risposta sia: “Perché non vuole
stare male!” non è certo sufficiente. Comprendere
esattamente cosa vuole fare della sua salute, potrebbe dirci
molto su come comunicare con lui ed ottenere pił compliance.
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